sabato 30 giugno 2007

Danger

Può convivere il pericolo della morte, dentro la rigogliosa vita del paesaggio? Tralicci e cavi elettrici invadono il nostro bel paesaggio: un luogo di vita, ma dentro cui può anche abitare un agente di morte inserito dall'uomo.

Forse è giusto o forse no. L'elettricità non dubito ci serva e sono il primo a beneficiarne; ma se pensiamo all'origine dei tempi, ci accorgiamo che magari stavano senza di essa e senza le moderne tecnologie, ma stavano bene ugualmente.
Oggi quindi, nel nostro paesaggio si assiste alla contrasto tra la vita e la morte. Immergendomi nella pace e nella tranquillità di monti e colline, devo aver paura di dove metto i miei piedi e dove appoggio le mie mani, perchè la morte è lì: in un traliccio.
E' giusto così o forse le cose dovrebbero andare diversamente?
Forse attualmente vi è un'ordine contrario delle cose. E se è così, vi lasciatemelo sottolineare lasciando le tabelle "Enel", "Pericolo di morte" e tanto di teschio messi all'incontrario. Potevo girarli con Photoshop, ma mi rifiuto di fare una cosa del genere.

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Ok. Erano le 21:00 in punto dello scorso 31 maggio. Avevo passato poco più di un'ora circa a fare qualche scatto dentro il paesaggio, ma non ne ero poi così tanto soddisfatto. E' solitamente proprio quando decido di raccogliere tutto per andare via che mi viene "l'idea strana". Allora, sfidando il monito di quel cartello salii con l'attrezzatura sopra l'ammasso di pietre che stava sotto il traliccio. Fissai il treppiedi al centro del traliccio, mi girai verso il cartello e lo contestualizzai con parte della geometria del traliccio e (trattandosi di elettricità) con le luci della città di Comiso (RG) sullo sfondo, che sono parte integrante del messaggio insieme al resto, compresa la silhouette delle montagne che richiama agli elementi del paesaggio.

A quell'ora, al 31 maggio non c'era ancora la luce che abbiamo oggi (30 giugno), ma era ormai praticamente buio pesto. Qualcosina (davvero poco) rimase nel cielo, giusto quanto mi bastava a creare la silhouette, ma non tanto dal consentirmi di usare basse sensibilità; perciò settai la fotocamera sui 400 ISO ed effettuai la misurazione sul traliccio, curandomi di farlo rientrare in zona II (vedi Sistema Zonale di Ansel Adams), ovvero sottoesponendolo di 3 stop per farlo rientrare nel zona nera senza dettaglio, ma stando attento nello stesso tempo di conservare altri dettagli interessanti per la composizione del resto della scena.

I miei occhi vedevano già in partenza la scena in bianconero: da qui, la scelta di scattarla come tale già dall'inizio. Non mi sogno neanche lontanamente di vederla a colori e non mi risico a provare (trattandosi di un file Raw) di convertirla. Non ho voluto neppure trattare il bianconero, con interventi sulle curve RGB, come solitamente faccio, perchè la mia personale interpretazione di questa scena, stavolta me lo impongono.

ATTREZZATURE
Fotocamera: Canon EOS 400D
Obiettivo: Canon EF-S 18-55mm f/3,5-5,6 II
Treppiedi: Manfrotto 055CL
Testa treppiedi: Manfrotto 484RC2 ad attacco rapido

DATI DI RIPRESA
Tempo: 30 secondi
Diaframma: f/16
ISO: 400
Lunghezza focale: 28mm (45mm nel formato 35mm)

POST-PRODUZIONE
- Livello di luminosità su curve (incremento)
- Micro-contrasto

ALTRO
Data/ora: 31 maggio 2007 ore 21:00

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